Il responsabile per la provincia di Roma dell’Italia dei Diritti:
“Siamo giunti alla follia, alla deroga dei valori. Manca il rispetto persino
di fronte a una persona in procinto di dare alla luce un figlio”
Roma – Due uomini di nazionalità ghanese hanno aggredito una giovane coppia, a Pomezia, all’interno di un autobus. Presa a calci la donna, che era incinta, in quanto si sarebbe rifiutata di cedere il suo posto a sedere. La vicenda ha scatenato l’indignazione del mondo politico, in particolar modo dell’Italia dei Diritti che, attraverso Brunetto Fantauzzi, responsabile per la provincia di Roma, esprime tutto il suo sdegno: “I fatti accaduti a Pomezia dove due energumeni colpiscono una giovane coppia, di cui lei, per giunta, in evidente stato di gravidanza, sono gravi”. Episodi che sono espressione, a detta dell’esponente del movimento extraparlamentare, “di una malavita dilagante che non ha più rispetto della vita umana. In passato, almeno – continua – si provava irriverenza nei confronti della donna, per di più se in stato interessante. Qui invece è stata calpestata non solo la dignità dell’universo femminile, ma anche di una persona in procinto di dare alla luce un figlio”.
Fantauzzi non si nasconde: “Stiamo alla follia, alla deroga dei valori. Se non si vogliono seguire le leggi morali, almeno si deve tener conto di quelle della giustizia”.
Dall’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro arriva un plauso all’operato delle forze dell’ordine: “Bene hanno fatto i carabinieri a fermare e ad arrestare questi due individui ai quali deve esser impartita una lezione significativa”.
Il responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti : “L'abusivismo è un fenomeno diventato di routine in questa città perennemente in attesa del prossimo condono o di una dilazione dei tempi di sgomberi e demolizione per scopi ‘umanitari’”
Roma - Venticinquemila metri quadrati di terreno sulle sponde del fiume Tevere, sui quali erano state erette ventotto costruzioni abusive, una delle quali adibita al ricovero di trenta cani abbandonati. Questo, in numeri, lo scenario che si è presentato di fronte alla Polizia Municipale di Roma, che ha immediatamente proceduto al sequestro dei fabbricati e agli accertamenti necessari.
Sui fatti è incisivo il commento di Luca Calgani, responsabile capitolino dell’Italia dei Diritti : “Questa è la strada su cui è necessario porre un focus importante, per prevenire sul nascere il crearsi di tragedie di cui ci accorgiamo sempre dopo eventi luttuosi. L'abusivismo è un fenomeno diventato di routine in questa città, perennemente in attesa del prossimo condono o di una dilazione dei tempi di sgomberi e demolizione per scopi ‘umanitari’. Il fatto che comunque fossero già stati costruiti 28 lotti - sottolinea Calgani - , deve far riflettere sui tempi di azione a fronte di palese illegalità. La realizzazione di strumenti di identificazione preventiva avrebbe sicuramente costi inferiori rispetto a quelli che si sosterranno per il ripristino dell'area”.
Alla base dell’illecito una vera e propria compravendita di piccoli terreni tra italiani e rumeni, per la quale sono state denunciate 23 persone. I lotti, venduti da un cittadino italiano, erano stati protetti dai compratori in attesa di renderli vere e proprie abitazioni abusive sulle rive del Tevere.
“L'ultima parola – asserisce Calgani - , la voglio spendere per gli animali che trovano spesso ricovero in strutture fatiscenti e abusive, nelle quali la loro tutela sicuramente non è garantita. Questo – tuona l’esponente del partito presieduto da Antonello De Pierro - apre un’ altra pagina sulla gestione capitolina degli animali, che giudico pessima, a partire dal pronto soccorso per finire ai centri di accoglienza e ricovero, costantemente sovraffollati ed appesi alla buona volontà delle associazioni".
Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Il tutto è stato concepito artatamente per far sì che non si raggiunga il quorum al referendum di giugno prossimo”
Roma – Il Governo ha deciso di procedere all’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari in Italia. Tale decisione sarebbe dovuta alla necessità di acquisire maggiori informazioni scientifiche sui profili relativi alla sicurezza nucleare.
Tutto ciò avrà l’effetto di far decadere il quesito referendario per l’abrogazione della legge con cui si apriva la strada all’utilizzo dell’energia nucleare nel nostro Paese.
Questa scelta sarebbe stata fatta da Palazzo Chigi per evitare che al referendum, sulla scia dell’allarme causato dalla catastrofe giapponese, si raggiunga il quorum necessario per la sua validità. La Sinistra è compatta nel pensare che la scomparsa del quesito dal referendum produca una smobilitazione in grado di mettere a repentaglio il suo effetto abrogativo salvando, così, la legge sul legittimo impedimento.
Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha così commentato la decisione governativa: “Siamo stufi di assistere ad una maggioranza che prende in giro quasi quotidianamente gli Italiani. Prendiamo chiaramente atto della decisione del Governo, ma purtroppo in questi anni i suoi componenti, in primis il Premier, non sono riusciti a conquistare la nostra fiducia. Non ci fidiamo assolutamente, quindi, di quanto sembrerebbe sia stato deciso.
A nostro avviso è solo un modo per stemperare l’onda emotiva seguita ai tragici e noti eventi nipponici. Il tutto è stato concepito artatamente per far sì che non si raggiunga il quorum al referendum del prossimo giugno”.
Continua l’esponente dell’IdD: “Non bisogna dimenticare gli interessi in gioco delle lobby dell’atomo nella svolta del nucleare. E, vista l’ingente cifra in questione, questo Governo non desisterà mai dal suo folle progetto, cosa che potrebbe mettere in discussione la stessa esistenza delle forze politiche che lo compongono. Non dimentichiamo che sono noti a tutti gli interessi che qualche esponente dell’Esecutivo ha nella costruzione delle centrali nucleari.
La questione importante da tener d’occhio – afferma De Pierro – è che a giugno, con il referendum, non si decide soltanto sul nucleare, ma anche sull’acqua pubblica e, soprattutto, sul legittimo impedimento. Gli interessi in gioco sono alti in tutti e tre i quesiti.
Tra l’altro, una mossa di questo tipo, di recedere dalle scriteriate intenzioni di introdurre l’Italia nel tunnel del nucleare, non fa altro che mettere in luce l’attuale maggioranza di Governo come un manipolo di dilettanti allo sbaraglio, in quanto la direzione imposta era stata prospettata come una panacea contro tutti i mali della Nazione. Salvo ora nutrire dei dubbi su queste certezze, si attendono ulteriori accertamenti tecnici, quindi, se non ci fosse stata Fukushima, una legge del genere sarebbe stata concepita con una sbandierata sicurezza che, in realtà, nascondeva grosse falle nella coscienza stessa di chi aveva millantato tali certezze.
Perciò quello che diciamo agli Italiani è di non dar retta a rappresentanti di Governo che in più occasioni hanno smentito loro stessi e di recarsi, invece, compatti, alle urne a votare SI ai tre quesiti posti. Questo per ottenere finalmente un successo legislativo che porti la firma della coscienza popolare.
Noi come extraparlamentari – conclude il presidente del movimento – possiamo fare poco sugli scranni istituzionali, ma ci auguriamo che le forze politiche presenti in Parlamento, che sono in linea ideale con quanto noi propugnamo, non si facciano raggirare da proposte poco credibili. Da parte nostra siamo certi che apporteremo un grosso contributo al referendum stesso”.
Il vice responsabile per la provincia meneghina dell’Italia dei Diritti:
“Le industrie chimiche e farmaceutiche continuano a devastare le aree rurali, non curandosi del pericolo per la salute e per l’ambiente. Servono controlli mirati”
Milano - Esprime tutto il suo sdegno Alberto Maria Vedova, vice responsabile per la provincia di Milano dell’Italia dei Diritti, alla notizia che l’hinterland del capoluogo lombardo è stato invaso da una nube tossica. L’allarme è scattato a Settala, una zona in cui si annoverano varie aziende che operano nel campo chimico. Si ipotizza che le emissioni potrebbero essere state provocate dal diserbante irrorato nei campi alle periferia del paese. Coinvolte una ventina di persone, sei delle quali finite in ospedale.
“Oltre all’altissimo tasso di inquinamento con il quale i cittadini devono fare i conti ogni giorno – sottolinea Vedova, ribadendo che Milano è una delle città più inquinate d’Italia – ci troviamo di nuovo di fronte all’ennesimo grave episodio pericoloso non solo per l’ambiente, ma anche per la salute”.
Il portavoce lombardo dell’Italia dei Diritti denuncia una situazione ai limiti della sopportazione: “Le industrie chimiche e farmaceutiche continuano a devastare le aree rurali, fregandosene delle conseguenze delle proprie azioni: l’inquinamento immediato e i problemi successivi”. Vedova non concede alibi: “E’ un grande pericolo per la salute e per l’ambiente. Non solo i derivanti dagli scarti delle industrie, ma ora anche chi opera con diserbanti per il settore agricolo. Si pensa solo a fare cassa, alle aziende interessa solo il profitto, ma quale futuro può esserci in un simile contesto? E’ assurdo pensare come nessuno prenda in considerazione i rischi”.
Dal referente del movimento fondato da Antonello De Pierro arriva un attacco a chi di dovere: “L’amministrazione deve fare in modo che ci siano più controlli, mirati e non sporadici. Una situazione del genere non è più tollerabile”.
Il viceresponsabile per
Roma – Un’inchiesta condotta dal Tribunale di Lecce ha portato all’arresto di nove persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla riduzione e al mantenimento in schiavitù di lavoratori immigrati, estorsione, favoreggiamento della clandestinità e truffa aggravata ai danno dello Stato. Questo è lo scenario delineato dalla Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi e dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Lecce circa una delle aziende pugliesi più attive nel settore del fotovoltaico.
“E’ sconcertante. Bisogna meditare sul fatto che – commenta Vincenzo Anelli, viceresponsabile per
Parte del personale di una nota società italo-iberica di impianti fotovoltaici con sede a Brindisi, ha assunto immigrati privi di permesso di soggiorno, favorendo la loro irregolare permanenza nel territorio italiano, ed impiegandoli in mansioni equiparabili al servaggio.
L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro ha fatto riferimento alla netta contrapposizione di atteggiamenti che vige nel nostro paese: “Da un lato c’è una società civile illuminata e ospitale, che permette a chi arriva in Italia di condurre una vita dignitosa, di certo alla larga da lager come Manduria; dall’altro, purtroppo, c’è chi è senza scrupoli e si approfitta di essi.
Un settore innovativo come quello del fotovoltaico dovrebbe agire da traino per lo sviluppo e per il mercato del lavoro, incidendo sulla ripresa economica del Paese. E’ in settori come questo e non nel Nucleare che bisogna investire, se si vuole guardare al futuro. Purtroppo - conclude Anelli – la riflessione più amara sulla vicenda, è che la vita di questi uomini immigrati, è considerata nulla”.
Il vice responsabile provinciale dell’Italia dei Diritti:
“Personaggi che si macchiano di simili reati devono essere
estromessi dalla politica, per sempre”
Milano – Non tarda ad arrivare la presa di posizione dell’Italia dei Diritti in merito alla vicenda che ha visto trarre in arresto, per tangenti, due assessori leghisti di Castel Mella, nel Bresciano. Secondo gli inquirenti un imprenditore li avrebbe corrotti per costruire un centro commerciale su un terreno con vincolo ambientale.
Sergio Grazioli, vice responsabile per la provincia di Brescia del movimento extraparlamentare, esprime tutto il suo disappunto sull’episodio. Amare le sue constatazioni: “Oggi come ieri, purtroppo, la classe politica è sottoposta al vincolo delle tangenti. I partiti devono prendere le distanze da simili atti”.
Il vice responsabile provinciale bresciano dell’Italia dei Diritti è lapidario: “La corruzione è la tassa occulta che tutta la società paga, in particolare nella nostra zona. Ne fa le spese da una parte la collettività, dall’altra il territorio”.
Grazioli chiede il pugno duro ai partiti: “Laddove viene emessa una condanna, la politica deve far in modo che essa venga rispettata. Personaggi che si macchiano di simili reati devono essere estromessi dalla politica, e non per un numero stabilito di anni, bensì per sempre. Serve un messaggio forte”.
“Non a caso - continua - il governo aveva prospettato la possibilità di un decreto anticorruzione che è fermo in Parlamento, a dimostrazione che ci troviamo di fronte ad una classe politica incapace di reagire e isolare le persone che utilizzano il loro ruolo per trarne un proprio tornaconto”.
Il referente del movimento presieduto da Antonello De Pierro esprime sdegno per la fase di stasi in cui versa la società italiana, e torna a puntare l’indice contro la legge elettorale oggi in vigore: “Il nostro sistema di voto è inconcepibile, la politica è fatta da persone che sono nominate, non elette, e questo pregiudica la qualità della classe dirigente”. L’auspicio dell’Italia dei Diritti è uno: “La legge elettorale deve essere cambiata al più presto, il rappresentante del popolo deve essere scelto dai cittadini, e non dai segretario di partito”.
Il responsabile per
Roma – Sarà
“Ogni giorno ce n’è una nuova – osserva Giuliano Girlando, responsabile per
Fanno discutere anche le recenti parole di Maurizio Paniz, membro Pdl della commissione Giustizia, secondo il quale il sistema attuale non sarebbe corretto, forse addirittura anticostituzionale, in quanto secondo lui il conflitto di attribuzione è sollevato dalla magistratura, automaticamente il processo si blocca, ma se è sollevato da un'altra istituzione come
In merito, l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro ha commentato duramente la dichiarazione del berlusconiano: “Paniz segue semplicemente la linea d’attacco ai magistrati, di cui abbiamo avuto esplicito esempio nelle espressioni del Premier sul tribunale di Milano, la scorsa settimana. Si dovrebbero tenere a mente le parole del Presidente della Repubblica. Non mi pare che Paniz abbia ben chiaro quanto raccomandato da Napolitano, in particolare sull’insindacabilità delle sentenze deliberate dai giudici. Aspettiamo la decisione della Consulta – conclude Girlando -, sperando che venga quanto prima ristabilito il giusto ruolo alla magistratura”.
Il vice responsabile provinciale dell’Italia dei Diritti:
“Personaggi che si macchiano di simili reati devono essere
estromessi dalla politica, per sempre”
Milano – Non tarda ad arrivare la presa di posizione dell’Italia dei Diritti in merito alla vicenda che ha visto trarre in arresto, per tangenti, due assessori leghisti di Castel Mella, nel Bresciano. Secondo gli inquirenti un imprenditore li avrebbe corrotti per costruire un centro commerciale su un terreno con vincolo ambientale.
Sergio Grazioli, vice responsabile per la provincia di Brescia del movimento extraparlamentare, esprime tutto il suo disappunto sull’episodio. Amare le sue constatazioni: “Oggi come ieri, purtroppo, la classe politica è sottoposta al vincolo delle tangenti. I partiti devono prendere le distanze da simili atti”.
Il vice responsabile provinciale bresciano dell’Italia dei Diritti è lapidario: “La corruzione è la tassa occulta che tutta la società paga, in particolare nella nostra zona. Ne fa le spese da una parte la collettività, dall’altra il territorio”.
Grazioli chiede il pugno duro ai partiti: “Laddove viene emessa una condanna, la politica deve far in modo che essa venga rispettata. Personaggi che si macchiano di simili reati devono essere estromessi dalla politica, e non per un numero stabilito di anni, bensì per sempre. Serve un messaggio forte”.
“Non a caso - continua - il governo aveva prospettato la possibilità di un decreto anticorruzione che è fermo in Parlamento, a dimostrazione che ci troviamo di fronte ad una classe politica incapace di reagire e isolare le persone che utilizzano il loro ruolo per trarne un proprio tornaconto”.
Il referente del movimento presieduto da Antonello De Pierro esprime sdegno per la fase di stasi in cui versa la società italiana, e torna a puntare l’indice contro la legge elettorale oggi in vigore: “Il nostro sistema di voto è inconcepibile, la politica è fatta da persone che sono nominate, non elette, e questo pregiudica la qualità della classe dirigente”. L’auspicio dell’Italia dei Diritti è uno: “La legge elettorale deve essere cambiata al più presto, il rappresentante del popolo deve essere scelto dai cittadini, e non dai segretario di partito”.
Così il viceresponsabile per la provincia di Parma dell’Italia dei Diritti: “Questo genere di tagli fa male alla società, prima che alla scuola in sé poiché chi siede tra i banchi è la futura classe dirigente della nostra Nazione”
Roma – Continua la pioggia di tagli sulla scuola pubblica, questa volta sono i maestri degli istituti scolastici a far sentire la loro voce contro le misure intraprese da Palazzo Chigi. Almeno 100 insegnanti, dei quali la metà delle elementari, verranno congedati. L’altra faccia della medaglia è rappresentata da un maxi finanziamento da 13milioni di euro, destinato alle scuole private dell’Emilia Romagna.
“Questo genere di tagli – osserva Paolo Leporati, viceresponsabile per la provincia di Parma dell’Italia dei Diritti -, fanno male alla società, prima che alla scuola in sé poiché chi siede tra i banchi è la futura classe dirigente della nostra Nazione. Questi aggiustamenti vengono adottati perché si sta toccando il fondo del barile: è sulla bocca di tutti che i soldi pubblici sono spesi male, se non malissimo. Ci dovrebbe essere un’istituzione che tuteli i diritti di questi insegnati, invece di negare loro addirittura la possibilità di lavorare”.
Nel corso della Riforma Gelmini , la scuola pubblica parmense è stata smembrata già di circa 300 unità, ora gli insegnanti si oppongono ad ulteriori riduzioni di personale.
“Come si fa a voler rilanciare l’economia se non si fa altro che tagliare posti di lavoro? - continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro – Non bisogna essere solamente indignati, ma pronti e capaci di ‘capovolgere il calzino’. La politica è fatta dalla gente, prima che dai politicanti – conclude Leporati -, come mai ci sono persone che investono molteplici incarichi, guadagnando due o più mensilità, alle quali nessuno dice nulla? Questi sono i tagli che lo Stato dovrebbe fare”.
Il vice responsabile provinciale dell’Italia dei Diritti:
“Personaggi che si macchiano di simili reati devono essere
estromessi dalla politica, per sempre”
Milano – Non tarda ad arrivare la presa di posizione dell’Italia dei Diritti in merito alla vicenda che ha visto trarre in arresto, per tangenti, due assessori leghisti di Castel Mella, nel Bresciano. Secondo gli inquirenti un imprenditore li avrebbe corrotti per costruire un centro commerciale su un terreno con vincolo ambientale.
Sergio Grazioli, vice responsabile per la provincia di Brescia del movimento extraparlamentare, esprime tutto il suo disappunto sull’episodio. Amare le sue constatazioni: “Oggi come ieri, purtroppo, la classe politica è sottoposta al vincolo delle tangenti. I partiti devono prendere le distanze da simili atti”.
Il vice responsabile provinciale bresciano dell’Italia dei Diritti è lapidario: “La corruzione è la tassa occulta che tutta la società paga, in particolare nella nostra zona. Ne fa le spese da una parte la collettività, dall’altra il territorio”.
Grazioli chiede il pugno duro ai partiti: “Laddove viene emessa una condanna, la politica deve far in modo che essa venga rispettata. Personaggi che si macchiano di simili reati devono essere estromessi dalla politica, e non per un numero stabilito di anni, bensì per sempre. Serve un messaggio forte”.
“Non a caso - continua - il governo aveva prospettato la possibilità di un decreto anticorruzione che è fermo in Parlamento, a dimostrazione che ci troviamo di fronte ad una classe politica incapace di reagire e isolare le persone che utilizzano il loro ruolo per trarne un proprio tornaconto”.
Il referente del movimento presieduto da Antonello De Pierro esprime sdegno per la fase di stasi in cui versa la società italiana, e torna a puntare l’indice contro la legge elettorale oggi in vigore: “Il nostro sistema di voto è inconcepibile, la politica è fatta da persone che sono nominate, non elette, e questo pregiudica la qualità della classe dirigente”. L’auspicio dell’Italia dei Diritti è uno: “La legge elettorale deve essere cambiata al più presto, il rappresentante del popolo deve essere scelto dai cittadini, e non dai segretario di partito”.
Il responsabile per le Infrastrutture e i Lavori Pubblici dell’Italia dei Diritti: “Tutto questo è scandaloso e dimostra la poca sensibilità che il Governo ha verso i cittadini”
Roma – A più di un mese dal nubifragio, avvenuto in Basilicata il 1° marzo scorso, Rosa Gentile, assessore alle Infrastrutture della Regione, ha accusato il Governo di non aver stanziato nemmeno un euro per soccorrere le popolazioni lucane. Il riconoscimento della Basilicata come zona danneggiata è rimasto un mero atto formale. Il ministro Tremonti, inoltre, tramite il suo consigliere giuridico, ha fatto sapere che si riparlerà dei fondi solo dopo che la Regione avrà provveduto ad aumentare al massimo le imposte di propria competenza.
Luca Ragone, responsabile per le Infrastrutture e i Lavori Pubblici dell’Italia dei Diritti, ha così espresso la sua opinione in merito: “Si spendono miliardi di euro per le campagne elettorali, come ora a Milano, mentre per le crisi vengono stanziate cifre irrisorie. E’ successo per l’Aquila e ora la stessa cosa accade per la Basilicata. Per quest’ultima è peggio, perché non solo non hanno dato fondi, ma hanno tassato ulteriormente cittadini già in difficoltà. La Regione non ha molte risorse, sia a livello territoriale sia per quanto riguarda il reddito procapite.
Il Governo pensa solo a salvare il Premier e non si interessa dei problemi seri. Quello che vanta è tutto fumo poiché – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – parla di parità tra Nord e Sud ma, in realtà, non è così. Il Governo essendo appoggiato dalla Lega Nord, che gli porta voti, spende soldi se c’è da accontentare Bossi. Ma da Roma in giù, dove il leader del Carroccio non prende consensi, non ci si preoccupa dei problemi.
Tutto questo è scandaloso – conclude Ragone – e dimostra la poca sensibilità che l’Esecutivo ha verso i cittadini”.