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Italia dei Diritti

Movimento politico nazionale
per la difesa dei diritti dei cittadini.

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Approvato nel Lazio fondo per alluvionati 2010, Marinelli commenta

Il  responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “Temiamo che tali fondi anziché favorire politiche di sviluppo, andranno a servire e soddisfare in partegli appetiti irrefrenabili di tutta quella pletora di soggetti che campa sulle spalle del contribuente”

 

 

Roma – La proposta di legge che istituisce un fondo di un milione e mezzo di euro per i danni conseguenti alle alluvioni del maggio 2010 è stata approvata all’unanimità dalla   commissione Lavori pubblici e politiche della casa del Consiglio regionale del Lazio. I provvedimenti riguardano i Comuni di Casaprota, Montopoli in Sabina, Monteleone Sabino, Poggio Moiano, Poggio Nativo, Fara in Sabina, Scandriglia, Nerola, Palombara Sabina, Montelibretti e Castelnuovo di Farfa. Il fondo riguarderà tre tipi di interventi: contributi ai Comuni e alle Province di Roma e Rieti; contributi ai soggetti gestori di servizi pubblici locali di rilevanza economica; contributi a fondo perduto alle imprese per favorire la ripresa delle attività produttive, commerciali e artigianali. Prima dell’approvazione definitiva la proposta di legge dovrà avere il via libera dalla commissione Bilancio. Sarà necessario, inoltre, un regolamento per disciplinare le modalità di erogazione dei contributi.

 

Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, ha così commentato: “Sulla carta il provvedimento sembrerebbe anche condivisibile, se non fosse che paghiamo lo scotto di essere permeati in toto di cultura cristiano-cattolica. Tale religione ci insegna che paghiamo la colpa ab origine del cosiddetto ‘peccato originale’ anche in Italia e quindi nel Lazio. Ogni stanziamento pubblico in realtà, per rimanere in iconoclastica cristiana, serve per preparare il presepe e, in particolar modo, la mangiatoia. Temiamo, dunque, che tali fondi anziché favorire politiche keynesiane di sviluppo, andranno a servire e soddisfare in parte, e solo in parte, gli appetiti irrefrenabili di tutta quella pletora di soggetti che campa sulle spalle del contribuente, grazie agli accordi clientelari con i vari politici.

Forse – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – dovremmo essere più leghisti dei leghisti e chiedere un commissario settentrionale e non della Val Brembana o della provincia di Bergamo, ma oriundo di Stoccolma o di Oslo. Sono quelle felici nazioni, infatti, dove i fondi pubblici vanno a finire veramente per il pubblico e non come in Italia in vari mali affari. Speriamo quindi – conclude Marinelli – che in futuro non solo sulla carta questi provvedimenti siano validi”.

Area di gioco per bambini contaminata a Taranto, inconcepibile per la Lusi

La viceresponsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti: “Ancora una volta è affidato ad un Comitato spontaneo il compito di sollevare una questione sociale”

 

 

Roma – Nel giugno 2010 alcune aree del quartiere popolare Tamburi di Taranto, furono vietate all’accesso da un’ordinanza del sindaco, a causa di una contaminazione nociva del terreno. Nel provvedimento adottato lo scorso anno, il comune prescriveva urgenti lavori di bonifica.

Il Comitato ‘Donne per Taranto’, in una nota inviata al all’amministrazione comunale, chiede un aggiornamento della situazione, giacché non c’è stato ancora un riscontro pratico.

 

“La vicenda del "Tamburi" di Taranto riporta al centro dell'attenzione la distanza che esiste tra le esigenze dei cittadini e le istituzioni che dovrebbero rappresentarle – fa notare Patrizia Lusi, viceresponsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti-. Un problema di salute pubblica, quello dell'area di Taranto interessata dall'assenza di bonifica, di cui il Comune si era fatto carico senza dare seguito alle buone intenzioni”.

 

Il Comitato si appella alla giunta Stefàno, inoltre, affinché chiarisca quali azioni precauzionali sono state adottate al fine di tutelare la salute dei bambini del rione Tamburi, maggiormente esposti a fattori cancerogeni presenti sul terreno, continuando a giocare in esso.

L’associazione in questione ha raccolto oltre settemila firme per chiedere indagini epidemiologiche tra i cittadini dell’area finalizzate a comprendere se ci sia un nesso tra malattie ed esposizione all’inquinamento dei terreni della zona.

 

“Ancora una volta – seguita l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - è affidato ad un Comitato spontaneo, questa volta costituito da donne, mamme e figlie, il compito di sollevare una questione sociale e cercare l'attenzione dei media. Auspichiamo che l'interessamento della società civile e dei massa media, porti la Regione Puglia e il Comune di Taranto ad interrompere il blocco "burocratico" e riportare alla disponibilità degli abitanti tarantini un pezzo della città”.

Ad Agrigento invalida 100% abbandonata, la denuncia dell’Italia dei Diritti

Daniela Infantino viceresponsabile per la Sicilia del movimento: “Ѐ veramente vergognoso come la società civile di Grotte, opulenta e perbenista, e le amministrazioni locali tanto prodighe a parole in umanità e beneficienza siano reticenti e sorde alle istanze della popolazione”

 

Agrigento – A Grotte, centro in provincia di Agrigento, una donna invalida al 100%, indigente, precaria nella salute e nelle condizioni igieniche, vive in completo abbandono, dimenticata da quanti dovrebbero prodigarsi per sostenerla. La storia della signora Pasqua I. di 61 anni è al limite, epilettica, affetta da gravi malformazioni, impossibilitata a deambulare perché vittima di ictus cerebrale con emiparesi alla mano sinistra, pur riconosciuta inferma totale  non gode del servizio di accompagnamento e dei diritti dei servizi sociali del comune. Una pensione di soli 258 euro mensili è insufficiente, date le circostanze, a pagare le costose medicine per non parlare di affitto, luce gas e  alimenti.

 

La questione è stata sollevata da Daniela Infantino, viceresponsabile per la Sicilia dell’Italia dei Diritti che denuncia: “E' veramente vergognoso come la società civile di Grotte, opulenta e perbenista, e le amministrazioni locali tanto prodighe a parole in umanità e beneficienza siano reticenti e sorde alle istanze della popolazione. Ignobile il modo in cui ignorano ipocritamente questo caso, nascondendosi dietro pretestuose normative e regolamenti. Spesso – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - gli stessi enti competenti trascurano anche il monitoraggio delle disagiate condizioni sociali dei singoli e dei gruppi del territorio, evidenziate già in diverse situazioni”.

 

 

Dal Teatro Valle appello alla mobilitazione nazionale, l’assenso della Mariotti

La viceresponsabile per i Beni Culturali dell’Italia dei Diritti: “Abbiamo bisogno di una rivoluzione culturale per risvegliare gli animi sopiti degli italiani”

 

Roma – Dal 14 giugno il Teatro Valle di Roma è stato occupato da un centinaio di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo affinché siano chiare le sorti di uno dei siti artistici più importanti  d’Italia, serrato dall’Ente teatrale italiano in attesa della privatizzazione. I tagli alla cultura rappresentano ovviamente la causa della chiusura.   

 

“Non posso che essere d'accordo con i ragazzi che hanno occupato il teatro – dichiara Federica Mariotti, viceresponsabile per i Beni Culturali dell’Italia dei Diritti -. La situazione sviluppatasi negli anni, ora è divenuta drammatica, frutto di un governo inetto, preso esclusivamente dai problemi di un premier che, viste le recenti elezioni amministrative e i risultati referendari, è vicino al tramonto. La politica dei tagli – osserva la Mariotti - sta uccidendo uno dei più grandi vanti italiani, che pone il nostro Paese in una posizione preminente nello scenario internazionale, grazie al vastissimo patrimonio storico-artistico posseduto.

 

Oggi gli occupanti del Teatro capitolino lanciano l’iniziativa “Occupiamo un teatro in ogni città” e rivendicano diritti loro negati, sottolineando la necessità di una rivolta culturale volta alla riappropriazione delle scelte politiche del settore dello spettacolo e di garanzie fondamentali.

 

“Abbiamo bisogno di una rivoluzione culturale per risvegliare gli animi sopiti degli italiani – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -, di salvaguardare non solo i teatri,  ma anche musei e siti archeologici perché senza cultura non abbiamo identità. E’ indispensabile, inoltre,una scuola pubblica che ci insegni ad apprezzare, arricchire e conservare il patrimonio culturale ed è per questo che ai coraggiosi artisti del teatro Valle va tutto il nostro sostegno ed un invito a non mollare. La cultura è il primo lasciapassare verso l’evasione dalla palude di squallida ignoranza in cui siamo caduti”.

In Sicilia compattatori fermi ma crescono rifiuti, la nota della Infantino

La viceresponsabile regionale dell’Italia dei Diritti : “Si bloccano le operazioni e si danneggiano i dipendenti, provocando disagi e turbamenti nella vita cittadina”

 

 

Palermo -   A Palermo un cavillo burocratico ha bloccato l’utilizzo di trenta nuovi auto compattatori per la raccolta rifiuti ordinaria e differenziata. A mancare è l’autorizzazione comunale, sotto forma di lasciapassare, necessaria all’Amia al fine di ottenere il contratto di usufrutto e procedere con l’uso dei mezzi. Il tutto in un contesto oberato dal pattume, in cui alcuni operatori sono in sciopero da una settimana e l’emergenza spazzatura preoccupa  i cittadini.

 

Sulla questione è intervenuta Daniela Infantino, viceresponsabile per la Sicilia dell’Italia dei Diritti : “Purtroppo, come rivela questa situazione ad aumentare sono anche i rischi di sicurezza sul lavoro. Si bloccano le operazioni e si danneggiano i dipendenti perché tanti di essi rimangono sospesi, provocando disagi e turbamenti nella vita cittadina”

 

I veicoli, fermi da oltre trenta giorni sono costati nove milioni di euro e servivano non solo per offrire un più valido servizio di recupero dell’immondizia ma anche per rendere più sicuro il lavoro degli operatori ecologici dell’Amia. I compattatori in uso, vecchi e malridotti, non contribuiscono certamente a sanare l’allarme rifiuti e preoccupano i lavoratori, come denunciato dai sindacati.
Proprio su questo aspetto si incentrano le riflessioni della Infantino : “. Mi chiedo come mai, vista la legge in vigore continuino ad esserci problemi di questo tipo. Il motivo per cui nonostante l’Istat, calcolatore pubblico ufficiale, rilevi un  numero elevato di infortuni, di incidenti con alta mortalità, proprio per l' inefficienza, l' irresponsabilità e la poca considerazione degli stessi,  non vengano presi seri provvedimenti”.

Tortosa sul “no” ai ministeri al Nord con possibilità di sedi decentrate

Il responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti: “La Lega si inserisce nel governo in maniera pesante, guai a non soddisfare le loro richieste, tutte attacchi all’Unità d’Italia”

 

Roma -  Nonostante il governo abbia accolto gli ordini del giorno contro lo spostamento dei ministeri al Nord, presentati alla Camera sul Decreto Sviluppo, rimane ancora uno spiraglio di speranza per i leghisti, che tanto desiderano il decentramento amministrativo. Dal Pdl sembrano accogliere la proposta di istituire sedi di rappresentanza decentrate.

 

Oscar Tortosa, responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti, spiega l’infondatezza di un simile richiesta, sottolineando la deprecabile situazione attuale di una maggioranza che tenta la sopravvivenza in tutti i modi : “Berlusconi e Bossi si stanno prendendo in giro da soli. Se da una parte il Senatur sembra preoccuparsi solamente di imporre il proprio volere alla maggioranza – osserva Tortosa -, dall’altra c’è un premier, mosso dall’evidente ed unico interesse di sopravvivenza, che cerca di assecondare le proposte di un partito di potere, prendendo in giro un Paese intero. La Lega si inserisce nel governo in maniera pesante, guai a non soddisfare le loro richieste, tutte attacchi all’Unità d’Italia”.

 

Secondo l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, occorre considerare che un ampio gruppo di parlamentari, oramai coalizzati intorno a Berlusconi, fanno quadrato sfuggendo al dovere di dare risposte concrete: “Tra l’altro, questi Signori, sono rappresentanti scelti dai partiti e non dai cittadini. Il loro timore è di perdere la pensione, che spetterebbe loro dopo quattro anni e mezzo di legislatura. Da sottolineare che – continua Tortosa – tutto questo è uno schiaffo al popolo italiano, ai milioni di cittadini che percepiscono meno di mille euro di pensione, un quarto di quello che si assicurano i parlamentari in qualche anno”.

Al via prima compagnia ferroviaria privata, Leporati commenta

Il vice responsabile per i Trasporti dell’Italia dei Diritti: “Il fatto che gli enti inizino a dare concessioni ai privati per il trasporto pubblico dovrebbe far riflettere le FS”

 

 

Roma – Arenaways, la prima compagnia ferroviaria privata in Italia, ha inaugurato la nuova linea da Torino a Livorno. Il treno del mare da Torino alle Cinque Terre partirà regolarmente sabato prossimo con servizio quotidiano per i turisti fino al prossimo 4 settembre. Tre i servizi offerti da Arenaways: quello definito ‘intercity’, che aggiungerà la tratta Torino-Livorno, i collegamenti internazionali, con percorso Amsterdam-Livorno, e i servizi notte a lunga percorrenza.

 

Paolo Leporati, vice responsabile per i Trasposti dell’Italia dei Diritti, ha così commentato: “Innanzi tutto va detto che dopo il plebiscito referendario i cittadini hanno sancito che il pubblico debba rimanere tale. Se però il settore privato è più competitivo di quello pubblico, ovvero ha prezzi low cost e garantisce servizi migliori e più efficaci, allora è una cosa positiva ma, come ho già detto, non dimentichiamoci del referendum.

Le FS s.p.a. – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – non stanno fornendo grandi servizi che si traducono soprattutto in ritardi e nella presenza di sporcizia nelle carrozze, quindi il privato ben venga. In altri Paesi europei i trasporti ad opera di compagnie non pubbliche esistono già in quanto siamo nel libero mercato, si pensi alle compagnie aeree, anche se bisogna sempre valutare come il servizio viene gestito. Il fatto che gli enti inizino a dare concessioni ai privati per il trasporto pubblico dovrebbe far riflettere le FS”.   

 

A Napoli scoperti falsi invalidi legati alla camorra, Palmentieri indignata

La viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Un mercato ignobile di false invalidità psichiatriche che per l'ennesima volta rivela la disperazione, l'assenza delle istituzioni nel tessuto sociale napoletano che premia i ‘furbetti’, coloro i quali si affidano a funzionari compiacenti e reti illegali per aggirare il diritto del prossimo

 

Napoli –  “Questi ultimi arresti sono frutto del lavoro effettuato con grande dedizione dai carabinieri e dalla guardia di finanza di Napoli negli ultimi anni. Siamo di fronte all'ennesima dimostrazione che investire nelle forze dell’ordine, rinunciando ai tagli selvaggi che le hanno più volte messe in ginocchio, è fruttuoso per il governo stesso. La truffa condotta da questi personaggi ha fruttato, infatti, oltre un milione di euro, denaro estorto alla comunità ed ai veri invalidi, coloro che sanno bene quanti anni e quanti esami ci vogliano per ottenere il giusto riconoscimento del proprio diritto al sussidio”.

 

Parole che racchiudono sdegno e desiderio di giustizia, quelle di Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, intervenuta sull’arresto nel napoletano di 20 falsi invalidi legati alla criminalità organizzata. Una vera e propria associazione, scoperta dalle forze di polizia attiva nel capoluogo campano dal 2004, dedita alla falsificazione dei documenti necessari a dimostrare l’inabilità di soggetti che non ne avevano diritto. Una truffa all’Inps, stimano carabinieri e finanza, pari ad un milione e centomila euro.

 

“Ѐ la solita rete – prosegue la Palmentieri - con cui la camorra riusciva a far filtrare denaro dalle casse pubbliche, talvolta compensando quella connessione con comuni cittadini che si affidano ai clan come se  questi fossero una sorta di ‘governo ombra’. Il tutto – accusa l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -  si è svolto con l'aiuto del solito consigliere eletto nello schieramento di centro-destra e arrestato per ben due volte, Salvatore Alajo, che ha in passato anche minacciato di rivelare tutti i retroscena della faccenda. Un mercato ignobile di false invalidità psichiatriche che per l'ennesima volta rivela la disperazione, l'assenza delle istituzioni nel tessuto sociale napoletano che premia i ‘furbetti’, coloro i quali si affidano a funzionari compiacenti e reti illegali per aggirare il diritto del prossimo”.

 

Gli ultimi 20 fermi, rappresentano gli sviluppi di un filone di indagine che in passato ha assicurato alla giustizia oltre 130 persone ed ha portato al sequestro di ingenti beni. Agli indagati viene contestato il reato di associazione a delinquere.

 

“Auspico – conclude la viceresponsabile regionale del movimento extraparlamentare - che certi episodi vadano prevenuti, piuttosto che risolti con anni di ritardo, come in questo caso, ma non a spese della cittadinanza onesta, che come sempre si rivela essere il tassello più debole dell'intera costruzione”.

Indagato presidente Provincia di Nuoro, Carta commenta

Il vice responsabile per la Sardegna dell’Italia dei Diritti: “Finché si è in fase di indagine non è il caso di esasperare gli animi pitturando di troppa realtà quelle che sinora sono solo ipotesi”

 

 

Roma – Roberto Deriu, presidente della provincia di Nuoro, è indagato dalla magistratura, con altre sei persone, per peculato e corruzione per “atti contrari ai doveri del proprio ufficio”. In mattinata i carabinieri hanno perquisito gli uffici della Provincia per acquisire la documentazione, inoltre, non si esclude il coinvolgimento di precedenti amministrazioni. L’indagine riguarderebbe assunzioni effettuate tramite lavoro interinale. Avvisi di garanzia sono stati emessi nei confronti di amministratori, consiglieri provinciali e del comune di Nuoro e di due imprenditori residenti sull’isola.  

 

Franco Carta, vice responsabile per la Sardegna dell’Italia dei Diritti, ha così commentato: “A prescindere da tutti i pregiudizi che possano esistere su una persona e nonostante il comune degrado, che sembra interessare la politica nazionale e locale da qualsiasi angolazione la si osservi, non ritengo sia opportuno ‘colorire’ troppo una notizia che alla fin fine notizia non è. All’attuale stato delle cose si stanno solo facendo le opportune perquisizioni, si faranno i dovuti accertamenti e si riterrà o meno di procedere. La mia posizione – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – sostiene che la vera notizia esisterà nel momento in cui gli indagati dovessero risultare colpevoli o innocenti, e solo allora sarà facoltà dei cittadini farsi un’idea e un’opinione. Finché si è in fase di indagine non è il caso di esasperare gli animi pitturando di troppa realtà quelle che sinora sono solo ipotesi”.

 

 

Comune Genova invia nonni-sitter in aiuto famiglie, Ferraioli plaude all’iniziativa

Il responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti : “Un servizio del genere a costi sociali bassi consentirebbe anche a persone in condizioni disagiate di avere sempre sotto controllo la famiglia e non lasciare abbandonati i ragazzi al proprio destino”

 

 

Genova -   “Ottima l’iniziativa da parte dell’assessorato ai servizi sociali del Comune di Genova, che ha dimostrato estrema sensibilità sia nei confronti delle famiglie con disagio con bambini e ragazzi che hanno esigenze importanti, sia per i cosiddetti ‘nonni-sitter’, che in questa maniera avranno modo di trovare un impegno nuovo, orientato nel sociale, in grado di diventare molto gratificante per loro oltre che utile per la società stessa”.

 

Parole di approvazione quelle espresse da Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti, sul progetto :“ Ho trovato un nuovo nonno”. L’idea sinergica da parte del Comune di Genova, in collaborazione con l’associazione Auser, prevede l’invio a sostegno di famiglie in difficoltà di un pensionato, un nonno, in grado di badare ai ragazzi e supportare la famiglia quotidianamente, quando i genitori sono impegnati al lavoro.

 

“Un’idea ottima, specialmente in un momento particolare quale quello estivo – prosegue Ferraioli -  in cui le famiglie con difficoltà conclamate e quelle con disagi dovuti ad impegni lavorativi, vengono caricate di costi esagerati per tenere i loro piccoli sotto controllo. Le spese per un servizio di baby sitting, di un asilo nido o di una scuola estiva sono sovente particolarmente onerose. Ovviamente – sottolinea l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - un servizio del genere a costi sociali bassi consentirebbe anche a persone in condizioni disagiate di avere sempre sotto controllo la famiglia e non lasciare abbandonati i ragazzi al loro destino, costretti  in casa da soli durante la mattinata quando la madre, spesso per ragioni economiche, è al lavoro”.

 

Agli anziani ritenuti idonei, sarà garantito dal Comune un rimborso spese dai 150 ai 360 euro,  ulteriore stimolo per supportare lo sviluppo del progetto. Un modo concreto per avvicinare le generazioni, ridurre la solitudine e valorizzare la figura degli anziani nella società.

 

“Siamo di fronte – valuta Ferraioli - ad una proposta importante dal punto di vista sociale per entrambe le categorie coinvolte, in primo luogo per i nuclei famigliari,che si troverebbero sostenuti nello svolgere i loro oneri. Consideriamo inoltre che l’intervento di un nonno, in grado di rappresentare una maturità diversa, significherebbe concreta collaborazione anche morale in condizioni di forte disagio. Certamente – prosegue - non tutti i pensionati saranno adatti a svolgere questo compito, e l’Auser farà senza dubbio delle selezione adeguate. Un simile incarico è importante anche per gli anziani stessi, l’occasione per ritrovare in età da pensione uno nuovo stimolo lavorativo in grado di farli sentire utili e validi per la società tutta. Come Italia dei Diritti – chiosa  Ferraioli- auspichiamo che tale iniziativa venga presa come esempio da  tutti gli altri comuni della regione Liguria ed estesa  a livello nazionale”

A Vibo Valencia manca benzina per trasporto detenuti, sdegnata la Bellantuoni

La vice responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti:“I tagli operati dal Governo ai danni delle Forze dell'Ordine non possono che sortire tali risultati, ovvero, mancanza di personale e, soprattutto, penuria di mezzi di primo utilizzo quale può essere la benzina per le auto che trasportano i carcerati o per le auto che servono da scorta ai magistrati”

 

 

Roma – L’impietosa bancarotta della giustizia in Calabria non riguarda più soltanto le forniture di carta, i toner, i computer e i turn over del personale amministrativo, ma addirittura la benzina. Mario Spagnuolo, procuratore della Repubblica di Vibo Valencia, è stato informato dal direttore della casa circondariale che i distributori non forniscono più la benzina a credito per i loro blindati blu in quanto, a causa dei tagli alla Giustizia, aspettano i pagamenti da gennaio. Questo significa che le udienze rischiano di saltare ogni giorno poiché i detenuti non sono messi in condizione di poter partecipare al processo, inoltre, devono essere limitate anche le auto blindate destinate ai magistrati.

 

Manuela Bellantuoni, vice responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, ha così commentato la vicenda: “I problemi che affliggono il sistema giudiziario, da tempo segnalati da tutti coloro che vi appartengono, appaiono evidenti e a dir poco catastrofici dall'analisi sommaria di ciò che accade in tutta Italia e, in particolare, in regioni sottoposte alle organizzazioni mafiose, come in questo caso la Calabria.

I tagli operati dal Governo ai danni delle Forze dell'Ordine e della Magistratura non possono che sortire tali risultati, ovvero, mancanza di personale indispensabile ai fini delle indagini e, soprattutto, penuria di mezzi di primo utilizzo quale può essere la benzina per le auto che trasportano i delinquenti, le auto che servono da scorta ai magistrati o l'inchiostro per trascrivere gli atti negli uffici. La situazione è drammatica, soprattutto se si pensa che ci sono persone impegnate in prima linea e che in questo modo non vengono affatto cautelate da un Governo che dovrebbe avere a cuore principalmente l'efficienza di tutto un sistema, quello della legalità, che spesso si regge esclusivamente sulla tenacia di coloro che vi operano.

La lotta alla mafia e a tutto ciò che attiene ad organizzazioni delinquenziali non è solo il trionfalismo espresso dai rappresentanti del Governo dopo arresti eccellenti – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – la lotta al malaffare è un insieme di elementi che rendono valido il lavoro di coloro che ogni giorno sono impegnati nella salvaguardia della sicurezza dei cittadini e dello Stato, rischiando in molti casi la vita e che, quindi, non possono essere messi in difficoltà dallo Stato stesso che non si occupa dei problemi che rendono spesso difficile il loro prezioso lavoro, facendo mancare la benzina o la carta per le stampanti a fronte di battaglie essenziali per sconfiggere il sistema mafioso”.

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