Camelia Di Marcantonio, responsabile per la provincia di Latina del movimento: “A rischio i fondi disposti dalla Regione Lazio per le operazioni di risanamento dell’area”
Roma, 11 gennaio 2010 - “Con grande disappunto apprendiamo che i problemi non sono stati risolti, ancora non sono iniziate le operazioni di scavo che sono state bloccate nonostante la disponibilità dei fondi pari a cinquecentomila euro, disposti dalla Regione Lazio”. Queste le prime parole della responsabile per la provincia di Latina dell’Italia dei Diritti Camelia Di Marcantonio sull’annosa questione dell’avvio delle operazioni di scavo per la bonifica dei bacini S1 e S2 della discarica di Montello e lo smaltimento degli eventuali rifiuti tossici interrati da anni. Fondi che rischiano di andare perduti nel caso si dovessero allungare ulteriormente i tempi fino alle elezioni regionali di marzo. Prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “L'Italia dei Diritti chiede di fare chiarezza sui veri motivi di questa situazione di stallo. O forse vi sono altri interessi che dominano il perdurare del mancato intervento di tutela sulla salute di migliaia di persone? Si spera – conclude amaramente la Di Marcantonio - che chi di dovere abbia avvisato la cittadinanza a non utilizzare le acque dei pozzi, né a bere quella dei rubinetti a titolo precauzionale”.
Pur pagando il noleggio gli utenti non possono sostituire gli apparecchi. Sulla questione interviene Vittorio Marinelli, responsabile per la Tutela dei Consumatori del movimento
Roma - “Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Telecom raccoglie l’eredità della monopolista Sip, di conseguenza non stupiamoci di ciò che sta accadendo. Oggi però, più che in passato, il consumatore dà credito a chi lancia messaggi ingannevoli con la pubblicità, rimettendo la propria fiducia nelle mani di chi non la merita.”
Queste le parole con cui Vittorio Marinelli, responsabile per la Tutela dei Consumatori dell’Italia dei Diritti, commenta la situazione paradossale che si sta verificando nel XIII municipio di Roma.
Secondo le denunce raccolte dal nostro movimento, a Ostia e dintorni, sarebbe impossibile ottenere la sostituzione del proprio apparecchio telefonico danneggiato, come garantito da contratto, perché Telecom non rifornisce i punti vendita autorizzati.
Da Sintesi, che è uno di questi punti, fanno sapere che da quasi tre mesi Telecom non invia più gli apparecchi da dare in sostituzione, costringendo i clienti, che continuano a pagare il canone di noleggio, a comperare un telefono fisso nuovo.
Dal call center Telecom, dopo un periodo d’attesa di quasi dieci minuti, si danno risposte evasive con la promessa di verificare la questione.
“Se le associazioni dei consumatori con i milioni di euro che ricevono dal Ministero dell’Industria volessero fare una volta tanto una cosa buona e giusta, dovrebbero accompagnare tutti i cittadini abbindolati dalla Telecom davanti ad un giudice per chiedere l’adempimento coatto contenuto nella promessa al pubblico – sentenzia l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – Tuttavia, sappiamo che il lupo, così come i polli, nel pollaio ci sguazza a meraviglia”.
La vice responsabile regionale dell’Italia dei Diritti: “Serve maggiore attenzione per tutelare l’ambiente e la potenzialità occupazionale che il settore può garantire”
Aquila – “E’ inquietante che una regione, concepita come uno dei polmoni verdi dell’Italia risenta di una situazione così drammatica per la scarsa ricezione di fondi nel settore”. Queste le parole della vice responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti, Barbara Del Fallo, circa l’allarme lanciato da Moreno D'Anastasio, segretario generale della Uila-Uil (Unione Italiana Lavoratori Agroalimentari) sullo stallo delle risorse economiche destinate al settore forestale.
Negli ultimi tre anni si sono infatti persi oltre mille posti di lavoro e molti altri potrebbero aggiungersi se l’Abruzzo non si doterà di una nuova legge regionale di riordino del settore. “La tutela ambientale e naturale attraverso il corpo forestale è prioritaria per preservare la ricchezza paesaggistica della zona – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Serve un intervento incisivo delle autorità competenti, sia nella gestione locale del settore sia attraverso l’uso di fondi nazionali ed europei che devono essere sbloccati con un certa incisività”.
Il rischio è di veder scomparire come attività economica il settore forestale e vivaistico della regione. Si chiede dunque di rendere operativo il progetto di legge regionale per rilanciare la forestazione abruzzese, snellendo, nel contempo, la prassi burocratica legata ai bandi. “Non serve una gestione debole e remissiva. Piuttosto – conclude la del Fallo - sapersi esporsi e creare le condizioni economiche per valorizzare una regione che, con le sue riserve e il Parco Nazionale, merita senza dubbio maggiore attenzione, soprattutto dopo le vicende accadute nei mesi scorsi”.Paolo Leporati, viceresponsabile provinciale del movimento: “Chi parla tanto di democrazia e partecipazione dal basso non dovrebbe assumere decisioni verticistiche”
Parma, 18 dicembre 2009- “ Beppe Grillo ha messo in piedi il suo movimento parlando di democrazia partecipativa e coinvolgimento degli elettori. Eppure a Bologna, in vista delle prossime consultazioni regionali, ha imposto dall’alto il nome del candidato”.
Commenta così Paolo Leporati, viceresponsabile per Parma dell’Italia dei Diritti, la notizia secondo la quale nel Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo sia stata assunta una decisione in merito alle prossime tornate, senza coinvolgere minimamente tutte le parti in causa.
“Gaetano Vilnò lascia i grillini ed entra a far parte dell’Italia dei Diritti- prosegue l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro- dopo essere stato addirittura diffidato dall’utilizzare il simbolo Cinque Stelle dagli avvocati del comico genovese”.
Vilnò incontrerà nei prossimi giorni De Pierro per discutere della sua collocazione all’interno dell’organigramma.
Il responsabile per la Sardegna, Federico Gandolfi: “I patti prevedevano il riavvio degli impianti. Bisogna rispettarli”
Cagliari – Sono una cinquantina i lavoratori della Vinyls Italia di Porto Torres che stamani hanno bloccato i cancelli dello stabilimento per manifestare contro il mancato riavvio della produzione. “Esprimiamo solidarietà agli operai della Vinyls la cui rabbia intende unicamente garantire il rispetto dei patti firmati appena il mese scorso”, ha detto il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti, Federico Gandolfi.
I lavoratori si sono riuniti in assemblea per ribadire la richiesta di riprendere le produzioni di pvc e cvm e riassorbire i dipendenti attualmente in cassa integrazione. A novembre era stata firmata l’intesa al ministero dello Sviluppo che prevedeva il riavvio dal 15 dicembre degli impianti di Marghera, Ravenna e Porto Torres, dove sono 140 gli operai in cassa integrazione a rotazione. “Queste persone – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro, dimostrano un attaccamento al loro lavoro incomparabile rispetto a dirigenti e manager dell'azienda, come per altro una consapevolezza piena e responsabile dei principi del lavoro garantiti dalla nostra Costituzione”.
Già due giorni fa i lavoratori avevano bloccato l'accesso e 15 di loro si erano anche incatenati ai cancelli impedendo alle autocisterne di arrivare ai serbatoi. Sull’argomento è intervenuto anche il responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti, Giuseppe Criseo: “L’Italia sta esplodendo, i lavoratori sono alle strette e la classe politica continua a dividersi, litigare, fare correnti e lottizzazioni. Intanto – prosegue – la gente muore di fame e i nostri politicanti sono immobili. Solo chi vive la drammaticità di un posto di lavoro sottratto o precario - conclude Criseo – può capire di che portata è il disagio di cui stiamo parlando”.
Il viceresponsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti: “grave ritardo e immobilismo di tutti gli enti locali”
Roma, 18 dicembre 2009-“ nel periodo di commissariamento straordinario, Napoli e i Comuni limitrofi, avrebbero dovuto far partire la raccolta differenziata, al fine di garantire sicurezza pubblica ed elevati standard di igiene nelle città. Gli Enti locali, in questo, hanno delle precise responsabilità ed ora che sono a rischio posti di lavoro, i nodi vengono al pettine”.
Commenta così Carmine Celardo, viceresponsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti, la notizia secondo la quale nella Regione Campania sarebbero in arrivo nuove tasse per coprire i debiti accumulati e il destino dei dipendenti dei consorzi di bacino risulterebbe assai incerto.
“Nell’immediato hinterland di Napoli vi sono esempi di eccellenza dei quali nessuno parla- prosegue l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro. E’ il caso del Comune di Portici, dove la raccolta differenziata è stata introdotta con largo anticipo e i risultati sono stati ottimi. A Napoli nessuno si è attivato e i fondi erogati per l’emergenza non sono stati impiegati responsabilmente. La situazione ora è critica e l’aumento delle imposte,insieme al taglio di posti di lavoro, non farà che riaccendere una situazione ormai vicina al collasso”.
Il responsabile veneto dell’Italia dei Diritti: “occorrono processi più veloci”
Roma, 18 dicembre 2009 – “Il problema delle carceri affollate è un tema ricorrente nel nostro Paese. La rivolta di Padova è solo l’ultimo degli episodi di protesta, generati dal continuo stato di disagio nel quale vivono i carcerati”. Commenta così Emmanuel Zagbla, responsabile Veneto per l’Italia dei Diritti, la notizia della rivolta al carcere “Due Palazzi” di Padova nella notte fra martedì e mercoledì.
La sommossa sarebbe partita dalla sezione ridotta in condizioni peggiori dove molti detenuti sono costretti a dormire per terra o nei servizi igienici.
“Le carceri italiane sono sovraffollate - prosegue l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro-. Credo che la prima cosa da fare sia accelerare i processi, dal momento che parecchi detenuti sono in attesa di giudizio da anni. Molte di queste persone poi sono stranieri immigrati in Italia, per questo ritengo sia opportuno sottoscrivere accordi con i loro Paesi di origine”.
La viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti: “Una svolta fondamentale per il rilancio di siti degradati”
Roma - “Non posso che esprimere tutta la mia soddisfazione per l’intesa raggiunta fra Zètema e Federlazio, è una notizia meravigliosa che va in controtendenza rispetto al disinteresse, oramai appurato, con cui vengono trattati i beni culturali in Italia”.
Con queste parole Anna Nieddu, viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, saluta il patto siglato fra Zètema, l’azienda comunale che elabora progetti culturali a Roma, e Federlazio, associazione che riunisce le piccole e medie imprese del Lazio, per il recupero degli spazi culturali abbandonati o in disuso della capitale. L’accordo mira a far entrare le Pmi nel campo dei beni culturali con un contributo di 20 milioni di euro. Fra i progetti previsti: reintroduzione del sistema dei bandi pubblici per eventi culturali, animazione e spettacoli dal vivo nei musei civici, una biennale sulle vie della seta e il potenziamento dei bookshop.
“È vero che l’operato di Zètema non ha riscosso forti consensi nella gestione del patrimonio storico artistico della città di Roma – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – tuttavia, dobbiamo dargli atto degli sforzi condotti per siglare quest’accordo, che porterà nuove risorse finanziarie in un settore che viene considerato l’ultima ruota del carro nel nostro paese”.
La responsabile locale del movimento, Antonella Aprile: “Ogni mattina genitori e bambini sono costretti ad assistere ad un vergognoso spettacolo”
Roma – “Come al solito le zone in periferia risentono di quello stato di abbandono da parte delle istituzioni frequente nelle grandi città. Bisogna intervenire per restituire ai cittadini un’immagine dignitosa del luogo in cui vivono”. A parlare è Antonella Aprile, responsabile dell’Italia Dei Diritti per l’VIII Municipio di Roma, circa la situazione di degrado vissuta nel quartiere di Fontana Candida, in via delle due Torri, nello spiazzale tra l’istituto comprensivo “ Pablo Picasso” e un asilo nido comunale.
Ogni mattina, i genitori che accompagnano i figli a scuola, si trovano costretti a passare con i bimbi per una strada setacciata da profilattici, fazzoletti di carta e altri oggetti lasciati a terra. Di notte, infatti, l’assenza di illuminazione, rende il parcheggio un luogo apparto ideale per incontri amorosi. A questo si aggiunge il sempre nutrito cumulo di rifiuti urbani lasciato in mezzo alla strada e che rende ancora più squallido il percorso verso gli edifici scolastici. “La scena che si presenta ai passanti non lascia – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello de Pierro -. Basterebbe solo un piccolo intervento del Municipio per mettere apposto la zona di Fontana Candida”.
Ma i disagi diventano ancor più evidenti a causa anche del manto stradale non rifinito e che, in caso di pioggia, si trasforma in un vero e proprio percorso ad ostacoli inevitabile per aggirare la fanghiglia e le pozzanghere. “Come Italia dei Diritti chiediamo un pronto intervento per garantire igiene e decoro. Basterebbe infatti pianificare una strategia che intervenga sull’illuminazione, attraverso l’installazione di qualche lampione, e il rifacimento dell’asfalto, per arginare il problema”, conclude la Aprile. “Piccoli gesti che renderebbero più sicura l’intera zona, mettendo la parola fine ai disagi che ogni giorno queste famiglie sono costrette ad affrontare”.
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Il vicepresidente dell’Italia dei Diritti: “Chiedo rispetto per le minoranze. Impariamo a vivere civilmente”
Roma - “Il problema della discriminazione nella nostra società sta crescendo ogni giorno di più, ed è arrivato il momento di fare qualcosa di realmente concreto per contrastarlo fino in fondo”. Queste le dichiarazioni rilasciate da Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, in merito all’iniziativa promossa dal gruppo provinciale di Sinistra e Libertà.
Nella mattinata di ieri, nelle piazze del centro storico di Roma, alcuni militanti hanno distribuito una guida che consiglia a turisti gay e rom che vengono nella capitale di evitare determinate zone per sottrarsi a pestaggi e insulti di vario genere. Obiettivo dell’iniziativa è stato denunciare la politica dei divieti promossa dal sindaco Alemanno.
“Ciascuna minoranza deve avere il diritto di passeggiare liberamente in qualunque zona di Roma, senza avere il timore di ricorrere in scontri ed offese – sentenzia l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – ci vuole più educazione per imparare le regole della comune e reciproca convivenza”.