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Ex dipendente Regione Lazio arrestato a Latina per truffa aggravata, l’indignazione di Celardo

Il vice responsabile regionale dell'Italia dei Diritti: "ci sono traditori del patto etico che vanno stanati ed espulsi dalla Pubblica Amministrazione"

Roma - Nella giornata di sabato un ex dipendente della Regione Lazio è stato arrestato per truffa aggravata finalizzata all'acquisizione di finanziamenti pubblici, abuso di ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e soppressione di atti. Dall'indagine, iniziata nel 2012 a seguito delle doglianze di uno dei genitori dei figli coinvolti, è emerso che 8 ragazzi diversamente abili sono stati assunti a loro insaputa da 3 cooperative sociali, che in questo modo hanno potuto avere accesso a una serie di agevolazioni contributive. Oltre al procurato danno erariale all'Inps è stato, altresì, riscontrato che le sedi operative delle 3 cooperative erano inesistenti e una di queste aveva ottenuto dalla Regione 2 finanziamenti dell'ammontare, rispettivamente di 104.200,00 euro e di 170.000,00 euro, quest'ultimo non ancora elargito.

 

Forte l'indignazione di Carmine Celardo, vice responsabile dell'Italia dei Diritti per la regione Lazio: "La malversazione a danno dello Stato procurata dal comportamento di questo dipendente e di altri dietro di lui, perché è evidente che non ha agito da solo, è indice di come spesso e volentieri fondi pubblici vengano usati in modo incivile come fondi propri da funzionari istituzionali che dovrebbero invece tutelarli. Ogni qualvolta si configurano azioni di questo tipo si viene meno a quel patto di onorabilità, che si instaura tra qualsiasi dipendente pubblico e lo Stato. È necessario sottolineare – ci tiene a precisare l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – come non tutti i dipendenti pubblici si approfittino delle loro posizioni, molti onorano il proprio compito con osservanza e diligenza, ciononostante ci sono traditori del patto etico che vanno stanati ed espulsi dalla Pubblica Amministrazione, onde evitare che il cittadino possa sentirsi depredato prima e ingannato poi da questi signori che derubano la cosa pubblica e che spesso e volentieri restano al proprio posto".

A conclusione di questo sfogo, Celardo ha aggiunto: "Come movimento di diritti seguiremo più da vicino questa storia, a tutela dei disabili e affinché la magistratura continui il suo corso facendo luce e chiarezza".

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